La Commissione regionale antimafia ha presentato la relazione sulla condizione minorile in Sicilia, con particolare riferimento al fenomeno della dispersione scolastica e dei rischi di reclutamento di giovani da parte della criminalità organizzata.
La relazione sui i minori e il disaggio sociale è stata approvata all’unanimità ed è stata presentata al parlamento siciliano.
La Commissione ha cercato di dare una risposta alle preoccupazioni manifestate dai procuratori del Tribunale dei Minori, anche con la collaborazione dell’ex magistrato Teresa Principato, a fronte dei dati sempre più allarmanti sulla dispersione scolastica in Sicilia e, più in generale, sulle condizioni di estremo disagio sociale in cui versano i minori delle aree periferiche delle città siciliane. Nel caso di Messina l commissione ha raccolto testimonianze ha sentito di operatori, di rappresentanti delle istituzioni scolastiche, raccogliendo la preoccupazione per i tanti ragazzi che abbandonano la scuola, soprattutto nella zona sud cittadina o in quartieri come Giostra
Attraverso le 106 pagine della relazione si sono evidenziate ed analizzate le cause di questa vulnerabilità sociale: le incertezze amministrative e burocratiche nella risposta di sostegno, la perpetua carenza di risorse finanziarie ed umane, la frammentarietà e la lentezza degli interventi, l’assenza di sinergia istituzionale, l’assenza di spazi di socialità, l’insidia dei “modelli culturali” proposti dalla criminalità organizzata.
La relazione della Commissione Antimafia lancia una serie di suggerimenti al Parlamento siciliano: la necessità di una legge regionale che raccolga e coordini le buone prassi esistenti; l’urgenza di dotarsi di un’anagrafe scolastica e di un piano dell’infanzia regionali.


