Per l’Amam inizia una nuova fase, dopo la crisi sanitaria, quella del recupero dei crediti che vanta in città dai cittadini, condomini, esercizi commerciali ma anche da altri enti pubblici.
I crediti non incassati dall’amam, dal 1996 ad oggi, sono circa 100 i milioni di euro. Spesso in consiglio comunale infatti si è discusso di questi crediti e sul fatto che l’azienda abbia avuto seri problemi anche solo a trovare chi fossero i messinesi che non i debitori, e quell in nero, sconosciuti all’ente.
La fatturazione di quest’ultimo annoIl sistema d fatturazione, in questo ultimo anno è diventato puntuale e reso efficace dalle letture periodiche dei contatori. Ma resta il problema dell’insoluto, recente e meno recente.
A tal proposito, da settembre al mese scorso, Amam ha inviato, attraverso posta elettronica certificata, 108 diffide ad altrettanti condomini della città. È partita da quelli con il maggiore carico di arretrati e pian piano passerà a quelli con un debito inferiore.
Su 108 diffide, le disponibilità a mettersi in regola che sono arrivate sul viale Giostra sono 41. Il valore economico del credito per il quale è scattata la questa verifica è di 4,1 milioni di euro e sinora sono stati incassati 900.000 euro.
Le diffide per il settore commerciale, invece, sono state 184 per un controvalore di 1,2 milioni. Le risposte positive sono state solo una trentina per un incasso di 143.000 euro e una rateizzazione di 400.000 euro.
Al di là degli atti giuridici, l’Amam ha un’altra arma per convincere i refrattari, quella della riduzione della portata di acqua nelle case o negli esercizi di chi ha dei debiti e non intende onorarli.
«L’attività di recupero crediti e quindi le riduzioni non sono mai state sospese. – spiega Loredana Bonasera, presidente di Amam –. Dal primo aprile, considerato che lo stato di emergenza covid sarà terminato, si sta valutando di procedere anche con i distacchi per le attività commerciali. In ogni caso, in questi mesi, si è cercato di venire incontro alle esigenze dei cittadini e continueremo a farlo sempre nel rispetto di quanto previsto dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente».


