Sono tre le associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di rifiuti metallici ed emissioni di documenti attestanti operazioni inesistenti, sulle quali la Guardia di Finanza di Torino ha eseguito un ordinanza di custodia cautelare, emessa nei confronti di 33 persone.
L’inchiesta, si snoda in diverse regioni, una di queste è la provincia di Messina, con oltre 50 perquisizioni fra persone fisiche e aziende, sequestrati oltre 270 milioni di euro tra immobili, veicoli e quote societarie. Le indagini sono state svolte acquisendo accertamenti bancari, intercettazioni telefoniche, tramite telecamere, e GPS veicolari. Secondo le norme unionali, affinché i rottami metallici non siano qualificabili come “rifiuti”, si deve verificare la tracciabilità di esso. Grazie alla falsa documentazione, secondo le indagini, le aziende compravano metalli in nero “senza tracciabilità, configurando pure reati fiscali.
Nell’ipotesi accusatoria è stato messo in luce un collaudato e redditizio illecito, gestito dalle organizzazioni criminali, in violazione di norme a tutela dell’ambiente e della collettività.


